Francesco​ Gabbani – Cronache di un “novello” cantautore tra scimmie e granite.

Vi sará capitato di sentirla su una qualsiasi stazione radio dello stivale, è orecchiabile, pop di quello elettronico e strombazzante e il ritornello lo canti quasi prima di ascoltare il brano. Parliamo ovviamente del nuovo fenomeno carrarino della canzone nazionale: Francesco Gabbani. 

Chi ormai non conosce il giovane dai maglioni sgargianti, che si fece notare poco più di due anni fa a quel Teatro Ariston, ormai più simile ad un trampolino di lancio che ad una passerella di giganti del canto, con la sua “Amen”, che gli valse la vittoria tra le nuove proposte, e che ha rincarato la dose col più recente tormentone “Occidentali’s Karma”, vincitrice alla kermesse ligure  nella “categoria Big” accompagnato da una scimmia ballerina a condire una coreografia che coinvolge il pubblico e ti fa cedere al ritmo. 

Tralasciando i potenziali tormentoni sfornati dal nostro, nei negozi col suo “Magellano”, in ogni sua canzone ci sono riferimenti al piattume dell’uomo contemporaneo, alla sua involuzione culturale e, non ultime, alle sue manie di protagonismo incitate da TV e social media.

Quasi una satira di costume, una riflessione sulla vanità e l’appariscenza di Battiatesca memoria. 

La differenza è che Gabbani è intelligente, non intellettuale, non scrive di viaggi mistici, non usa termini tecnici o stranieri e non descrive persone e luoghi. Il suo è un’approccio studiato appositamente per stare nelle playlist dei ragazzi, molto più pop che elettronico e molto più infighettito rispetto al Battiato nazionale. 

In più nei testi di Gabbani i giochi di parole si sprecano, come nella hit estiva di quest’anno “Tra le granite e le granate”, con tanto di trombette al seguito, in rotazione radiofonica e partecipante all’Eurovision 2017 di Kiev (evento su cui l’Italia aveva riposto enormi aspettative, purtroppo la vittoria è andata ad una serenata portoghese).
Riuscirà il giovane carrarino polistrumentista ed ex Tricobalto a fronteggiare l’ “ondata latina” che, quest’anno più che mai è stata anticipata a gennaio da “Despacito”, di Luis Fonsi? (lo avrete incrociato in un video dei mitici The Jackal sui tormentoni estivi). 

Nel frattempo Gabbani gode di un certo seguito tra le mamme e le animatrici delle feste per bambini, intenerite probabilmente dai baffetti da ragazzo acqua e sapone e dalle coreografie a base di mosse da ballo di gruppo. 

Vedremo quanto durerà la sua strategia di marketing, finora rivelatasi un successo.

Fabio Rovazzi: Cantautore miracolato o genio del marketing 2.0?

Su Fabio Rovazzi si potranno dire tante cose: Che le sue canzoni siano solo bassi pompati ed autotune, che non sappia cantare, che non faccia abbastanza rime da potersi considerare rapper, che il suo successo sia solo commerciale e per alcuni immeritato, ma, caspita, se ha capito come vendersi e come spopolare sui social media! Potrebbe essere considerato il social media manager supremo… Ogni suo video è atteso dai ragazzini come una volta si attendeva il Natale, ogni volta ci si chiede cosa avrá partorito la sua mente. In linea di massima si potrebbe affermare che ogni sua canzone con video annesso sia un compendio di tutto ciò che diventa virale sull’internet tricolore, basta leggere anche solo i titoli per rendersi conto di trovarsi davanti ad un videomeme, in cui campeggiano tutti i luoghi comuni sdoganati dalle pagine social, i personaggi trash più acclamati e chiacchierati del piccolo schermo e dello stesso microcosmo YouTube o di Internet in generale. Ogni suo video musicale è ricco di citazioni verbali e visive (il font á la “Stranger Things” nella sua ultima “fatica” ad esempio), i camei di Marco Morrone alias Saluta Andonio, Maccio Capatonda, il ciuffocolorato Danti, il motociclista di Può accompagnare solo, meglio noto come William Solo, Lodovica Comello e Frank Matano, da IGT o di Salvatore Esposito, il rampollo di Pietro Savastano nella fortunata serie Gomorra. Insomma, tutto ciò che un frequentatore medio di Internet e TV vorrebbe vedere, resta inspiegabile il mancato coinvolgimento di Gabriella Nardini, la mitica Kissy Teramo del 118 (problemi sui compensi?) Ormai è acclarato che la nuova vita di J-Ax è quella di produttore discografico imborghesito, che ha creato il nuovo impero discografico con l’amico Fedez, (onnipresente nei video dello youtuber milanese)  tramite la società discografica Newtopia, che produce il duo e lo stesso Rovazzi. Infine, non poteva scegliere duettante migliore (si usa ancora questa parola?) dell’uomo che ha reso Facebook un luogo a prova di cinquantenne, un luogo amichevole ed educato, fatto di risposte amichevoli ai fan e risposte disarmanti per gli haters: nientemeno che Gianni Morandi, una pietra miliare della musica italiana che, in tempi di crisi, si è riscoperto soggetto per le foto della moglie Anna (compare nel video). Senz’altro una decisione che delizierà i fanatici di Facebook, ma renderá più “a misura di adulto” il prossimo tormentone sfonda like di un giovane che ha capito alla perfezione cosa il fruitore medio cercasse.

Blue Wale: la manipolazione corre sui social (ed è devastante!)

Sembra che anche stavolta siamo riusciti a importare idiozie dall’estero. A quanto ho visto c’è gente malata che si diverte a condividere e rendere tristemente virale questo nuovo “gioco” made in Russia chiamato Blue Wale (balena blu), basta fare una veloce ricerca di questa keyword sui social o su un qualsiasi motore di ricerca per imbattersi in post e disegni della suddetta prima di farla finita. Per 50 giorni, i ragazzi che decidono di unirsi a questa fesseria, dovranno ricevere macabre istruzioni che contemplano tra le altre azioni anche l’autolesionismo, da “curatori” (psicopatici che incitano al suicidio collettivo plagiando le giá disturbate e fragili menti di adolescenti depressi). Il 26giorno il curatore si premura di comunicare la data del folle gesto, mentre il 50esimo giorno, il malcapitato dovrá gettarsi da un palazzo. Questa isteria collettiva è nata sul Facebook russo ma, stando alle ultime indagini, pare che si sia diffusa anche in tutta Europa ed alcune zone d’Italia. È difficile giudicare quanto ci sia di vero e quanto di inventato, ma basta una veloce ricerca sui social per vedere quanto ci si prenda gioco di menti fragili, disturbate, influenzabili o semplicemente annoiate. Il 21enne russo, presunto ideatore del “gioco” è stato arrestato con l’accusa di istigazione al suicidio di almeno 16 adolescenti, giustificando il gesto definendosi un “purificatore”, non è pentito del gesto e crede di aver fatto un favore all’umanità, secondo una malata selezione​ naturale. Quello che vi chiedo con questo post è di segnalare ed aiutare, indipendentemente dal fatto che sia uno sciocco buontempone sciacallo o una persona in difficoltà, in modo da isolare questo fenomeno. Resta il fatto che una persona psicogicamente fragile o deviata non dovrebbe nemmeno avere accesso ad Internet, il quale ha acuito tale fenomeno. Trovo spaventoso quanto Internet riesca a sottomettere le persone​!